LO SPORT DI INIZIO MILLENNIO
una diversa prospettiva
di: MassimoDragoni©
Dal momento in cui l’uomo cominciò a cimentarsi in esercizi fisici non strettamente riferiti al mantenersi in vita o a produrre lavoro, l’abitudine alla pratica sportiva, oltre ad assolvere un compito prettamente ludico, ha anche soddisfatto quella naturale esigenza di conoscenza motoria che, da sempre, ha affiancato e completato il cammino intellettuale dell’uomo.
Con l’evolversi delle condizioni economiche e sociali il progressivo incremento in numero di coloro che si addestravano a ottimizzare un determinato istinto naturale (correre, nuotare, lanciare, saltare), unito alla realizzazione di manufatti che ne permettevano l’ulteriore elaborazione (palloni, remi, racchette, biciclette), ha portato alla creazione di discipline sportive e, di conseguenza, alla nascita delle competizioni, che diffuse tra gruppi di partecipanti via via più ampi, hanno condotto a un perfezionamento motorio sempre maggiore rappresentando fra l’altro, nelle varie epoche, un indubbio mezzo di interazione pacifica tra i popoli.
Ancora oggi, diversi secoli dopo, le esigenze dell’uomo in merito non sono cambiate, ogni bambino impara a sviluppare le proprie capacità motorie per necessità, inizialmente allo scopo di afferrare e catalogare oggetti e successivamente per vivere in modo indipendente le prime esperienze sociali. Da quel momento, e cioè quando verso i dieci anni di età vengono assolte le principali esigenze coordinative, il proseguimento dell’attività motoria può evolversi da generale a specialistico e, attraverso la pratica sportiva, diventare un mezzo di formazione e crescita intellettuale.
Molti ex atleti e atlete, calati oggi nella loro realtà di individui maturi, continuano a vivere gli scambi col mondo esterno attraverso le capacità sensoriali sviluppate in anni di attività sportiva. Sembra che grazie alla creazione di un particolare mondo delle percezioni e dei pensieri, dell’avvenuto sviluppo di qualità come il comportamento morale, sociale ed estetico e la volontà nel perseguire gli obbiettivi, un atleta sia destinato ad affrontare in modo positivo le molteplici esperienze riferite ad alcune sfere psicologiche importanti, come quella affettiva e quelle legate al senso di amicizia e di avventura.
Niente da stupirsi quindi se, dai tempi della sua nascita, l’attività sportiva ha rappresentato, al di là di eventi eccezionali come le guerre e le carestie, un fenomeno in continua ascesa oltre che un mezzo di crescita morale e sociale che è poi il principale motivo della sua enorme diffusione.
Al di là di tutto ciò vi è comunque un elemento, in assoluto meno importante ma tuttavia vitale per le attività motorie in generale. Questo aspetto oltre a creare una netta diversificazione tra gli sport nelle varie epoche, fa si che il perfezionamento motorio e quindi il miglioramento delle prestazioni sia continuo e inarrestabile tanto da costringerci, a scadenze più o meno regolari, a riconsiderare lo sport sotto una diversa prospettiva.
Questo elemento è la continua e costante evoluzione della tecnica che è poi direttamente legata alle tecnologie disponibili in un epoca di riferimento.
Al giorno d’oggi, ad esempio, proprio in seguito all’impennata tecnologica dovuta alla recente rivoluzione informatica, mezzi allenanti e sistemi di monitoraggio delle prestazioni che erano privilegio dei soli atleti professionisti, sono stati introdotti sul mercato a prezzi accessibili, rendendo teoricamente possibile l’appiattimento del divario che è sempre esistito, a livello di ottimizzazione dell’allenamento, tra atleti di “élite” e sportivi comuni. Come sempre però, il mercato viaggia più veloce di quanto il mondo a cui è destinato sia pronto a recepirlo, ciclisti amatori abituati per anni a fare i conti solo con il loro chilometraggio annuale, attirati da strumentazioni sempre più sofisticate a loro disposizione, hanno dovuto cimentarsi con concetti scientifici complessi e controversi come le soglie e il lattato, per non parlare dei concetti di forza e potenza legati appunto ai recenti misuratori di watt che hanno rivoluzionato l’allenamento dei ciclisti professionisti.
In realtà ciò a cui questo sito vorrebbe contribuire è il superamento di una certa confusione che necessariamente sorge quando una rapida evoluzione non concede ai propri interlocutori i necessari tempi di adattamento, dando così vita a situazioni paradossali adeguate solo nella forma e non nella sostanza. La nuova prospettiva che questo sito si prefigge è quindi quella di offrire gradualmente un’idea generale delle varie tematiche che ruotano intorno al concetto di allenamento e una spiegazione precisa ma comprensibile degli argomenti che vengono frequentemente citati a proposito della sua ottimizzazione. Si tratta, a causa della vastità degli argomenti, di un compito arduo che spero di poter assolvere con perseverante applicazione sperando che una vostra attiva partecipazione possa arricchire il mio operato di contenuti inediti e interessanti.
Grazie per l’attenzione
Massimo Dragoni